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I NOSTRI PRODOTTI

 
 
 
TARTUFO FRESCO
 
     

La ricchezza del nostro territorio ci consente di offrirvi le tipologie di tartufo più pregiate. A garanzia della freschezza del prodotto che trattiamo di seguito troverete la specie di tartufo e il periodo nel quale poterlo trovare, in conformità con le leggi regionali sulla raccolta del tartufo.
Per gli aggiornamenti sui prezzi del prodotto fresco vi invitiamo a contattarci ai recapiti che trovate alla pagina “Contatti” del nostro sito, saremo lieti di offrirvi tutte le informazioni utili.

 
     

Tuber Magnatum Pico (Tartufo bianco pregiato)
Disponibilità: da settembre a gennaio.

 
 
 

Tuber Melanosporum Vitt (Tartufo nero pregiato)

Disponibilità: da novembre a marzo
 
 
 

Tuber Aestivum Vitt  (Tartufo nero estivo o scorzone)

Disponibilità: da maggio a novembre
 
 
 

Tuber Uncinatum (Tartufo uncinato o scorzone invernale)
Disponibilità: da ottobre a gennaio.

 
 
 

Tuber Albidum o Borchii (Tartufo bianchetto o marzuolo)

Disponibilità: da gennaio ad aprile
 
     
     
     
     
     
CHE COS’E’
 

        
         Il tartufo appartiene alla categoria dei funghi ipogei (che si sviluppano sotto terra).  Precisamente quello che viene chiamato tartufo  è il corpo fruttifero (capoforo o ascocarpi) di alcune specie di funghi che vivono in simbiosi con alcune piante arboree, le più note sono: querce, pini, tigli, carpini, pioppi, noccioli e faggi. I tartufi per vivere e nutrirsi devono associarsi alle radici di queste piante arboree da cui prelevano per assorbimento le sostanze di cui necessitano (zuccheri semplici) e a loro volta cedono alla pianta acqua e sali minerali. Questo particolare tipo di associazione prende il nome di simbiosi micorrizica di tipo mutualistico; micorrizica perché lo scambio avviene attraverso particolari organi ( micorrize appunto) che si sviluppano nell’unione tra la parte vegetativa del tartufo (micelio) e la parte terminale delle radici delle piante.
         I tartufi sono costituiti da una superficie esterna (detta scorza o peridio), la quale può essere liscia o rugosa, e di colore variabile. La parte interna (detta gleba o polpa) ha una consistenza carnosa e compatta, è di colore variabile, che va dal bianco al marrone al grigio al nero, ed è percorsa da venature più o meno ampie e ramificate che delimitano degli alveoli in cui sono immerse delle grosse cellule ( gli aschi) contenenti le spore. Le caratteristiche morfologiche del peridio, della gleba, degli aschi, e delle spore, sommati alla dimensione e alle caratteristiche organolettiche permettono l’identificazione delle specie di tartufo.
         Le specie.
         Ogni specie di tartufo presenta caratteristiche peculiari di forma, colore, odore e sapore che ne determinano il pregio e quindi il valore commerciale.
La legge nazionale (L. 752/85) riconosce nove tra  specie e varietà di tartufi per le quali è ammessa la raccolta e la commercializzazione:

    • Tuber magnatum Pico (Tartufo bianco pregiato)
    • Tuber melanosporum Vitt.(Tartufo nero pregiato)
    • Tuber aestivum Vitt.(Tartufo nero d’estate o scorzone)
    • Tuber albidum o borchii (Tartufo bianchetto o marzuolo)
    • Tuber brumale Vitt.(Tartufo nero d’inverno)
    • Tuber brumale moscatum (Tartufo moscato)
    • Tuber uncinatum Chatin (Tartufo uncinato o scorzone d’inverno)
    • Tuber mesentericum Vitt. (Tartufo nero ordinario)
    • Tuber macrosporum Vitt. (Tartufo nero liscio).
 
     
LA STORIA E IL MITO
 

           
            Il tartufo ha una lunga storia, è conosciuto sin dall’antichità. I greci lo chiamavano Hydnon, i latini Tuber, Alexandre Dumas parlò di  Sancta Santorum della tavola  e Giacomo Rossini lo definì il “Mozart dei funghi”.
         Il tartufo ha da sempre avuto un ruolo di primo piano rispetto a tutti gli altri prodotti della terra, sollecitando il gusto e l’immaginazione e rimescolando storia e leggenda, fantasia e realtà.
         Si trovano notizie dell’uso gastronomico del tartufo presso i Babilonesi, gli Egizi e i Greci. Anche i Romani  ne apprezzarono le qualità, Plinio il Vecchio (79 d.c.) lo considerava dono del cielo sostenendo che il tartufo “sta  fra quelle cose che nascono ma non si possono seminare”.  
         Nel primo secolo d.c., grazie al filosofo Plutarco di Cheronea, si tramandò l’idea che il prezioso fungo nascesse dall’azione combinata dell’acqua, del calore e dei fulmini. Vari poeti trassero ispirazione da questa teoria, tra questi Giovenale che spiegò l’origine del tartufo come frutto di un fulmine scagliato da Giove ai piedi di una quercia, albero sacro agli Dèi. Poiché Giove era anche famoso per la sua prodigiosa attività sessuale, al tartufo vengono attribuite qualità afrodisiache.
         Con il Rinascimento, il tartufo raggiunge la sua massima diffusione, in un banchetto di rispetto non era ammessa l’assenza del tartufo, anche gli studi scientifici si intensificano in questo periodo, tuttavia per lungo tempo i naturalisti sono stati in disaccordo sulla classificazione del tartufo. Qualcuno lo definiva una pianta, altri un’escrescenza del terreno o addirittura un animale.
         A prescindere dalle credenze in ogni modo il tartufo rimase un cibo molto apprezzato soprattutto nelle mense di nobili e alti prelati, fino ad oggi dove ancora è considerato il re della tavola.

 
     
IL “RE DEI TARTUFI”
 


            Il Re indiscusso di tutti i tartufi è il Tartufo Bianco pregiato. Il nome scientifico è Tuber Magnatum Pico, vale a dire dei magnati, dei ricchi signori, così come lo definì Pico nel 1788. Già il nome altisonante sta ad indicare il pregio di questo tartufo, dal profumo forte ed inconfondibile e dal sapore gustoso ed unico.
        L’Italia è la terra del Tartufo bianco pregiato; questa specie di  tartufo, infatti, a differenza delle altre, cresce quasi esclusivamente nella nostra nazione, e solo in alcune zone di essa.
        Tra queste il nostro territorio, il Montefeltro, dove la fortunata combinazione di particolari condizioni climatiche, caratteristiche del suolo e della vegetazione creano l’ambiente perfetto, l’habitat naturale  per il prezioso Tuber magnatum Pico.
        Grazie a questo particolare ecosistema, il territorio inoltre ospita anche altre specie di tartufo, quelle di maggior valore commerciale.
        Punto di riferimento per il tartufo è SANT’AGATA FELTRIA (in provincia di Rimini) in cui si svolge ogni anno, per tutte le domeniche del mese di ottobre, la FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO PREGIATO.